|
Figlio di un farmacista che lo voleva medico, il giovane Giordano
venne invece iscritto al Real Collegio napoletano di San Pietro
a Majella, su consiglio di un amico di famiglia che ne aveva intuito
le attitudini musicali.
Allievo prediletto dell'illustre
maestro Paolo Serrao, prima ancora di completare i corsi, nel 1888,
partecipò al Concorso Sonzogno per opere in un atto (quello
che avrebbe rivelato Cavalleria rusticana di Mascagni) dove la sua
Marina si classificò sesta e suscitò l'interesse dell'editore
Edoardo Sonzogno che gli commissionò l'opera Mala vita, tratta
dal dramma omonimo di Salvatore Di Giacomo.
Ma la grande affermazione arrivò
nel 1896 con il clamoroso successo di pubblico e critica dell'Andrea
Chénier al Teatro alla Scala.
Lo stesso anno Giordano sposò
Olga Spatz, figlia del proprietario del Grand Hotel et de Milan,
prestigioso albergo nel quale Giuseppe Verdi aveva la sua residenza
milanese.
Il vecchio Maestro prese a benvolere i coniugi Giordano, e fu insolitamente
prodigo di consigli e suggerimenti nel confronti del giovane compositore.
Anche le altre opere di Giordano
(Fedora, Siberia, Madame sans Gêne, La cena delle beffe, Il
Re) entrarono nel repertorio dei maggiori teatri del mondo.
Artista di grande umanità e fascino, contava fra gli amici
più fraterni il grande direttore Victor De Sabata e l'editore
Piero Ostali, nuovo titolare della Casa Musicale Sonzogno, alla
quale Giordano aveva sempre affidato le proprie opere.
Rimasto vedovo e dopo un secondo
matrimonio con la giovane arpista Sara De Cristofaro, Giordano si
spense serenamente nella sua casa di via Durini nel 1948. I funerali,
per partecipazione popolare, furono paragonati a quelli di Verdi:
il centro di Milano venne bloccato, e in Piazza della Scala una
folla di migliaia di persone commosse, attorno al feretro del Maestro,
ascoltò il celebre interludio della Fedora, suonato dall'Orchestra
della Scala diretta da Ettore Panizza.
|